Maria Carmela Stella

Provo dolore per tutto,
anche per l'ilota che mi propina consigli di partecipazione,
dolore per il pezzente a cui non do l'elemosina,
dolore per il demente che presiede il consiglio d'amministrazione.

Eugenio Montale
Home Page    Profilo     Contatti
millennium trilogy 1
La mia vita da lettrice
27/08/2010 - 16:13

tri_1.jpguomini che odiano le donne

prologo - periodo feriale
incentivi - caldamente consigliatomi, mi ci sono imbattuta per caso in un centro commerciale, l'ho comprato temendo di terminare i libri che avevo portato in vacanza e quindi di rimanere senza niente da leggere
analisi delle conseguenze - nessuna
fusioni - io e il libro, il libro e io
cambio della guardia - nessuna interruzione leggo tutta la trilogia, tutto il resto può aspettare
epilogo - era da molto che non mi appassionavo ad un libro in questo modo

iniziare a leggere uomini che odiano le donne l'ultimo giorno di ferie non è stata una grande pensata, non sono riuscita a gestire il libro e l'ho divorato dedicandogli molto tempo... insomma credo che sarò in uno stato semi-feriale ancora per un po' Laughing

 
un americano medio nel 1937
La mia vita da lettrice
27/07/2010 - 22:05
«Il cittadino americano medio si sveglia in un letto costruito secondo un modello che ebbe origine nel vicino Oriente. Egli scosta le lenzuola e le coperte che possono essere di cotone, pianta originaria dell'India; o di lino, pianta originaria del vicino Oriente; o di lana di pecora, animale originariamente domesticato nel vicino Oriente; o di seta, il cui uso fu scoperto in Cina. Tutti questi materiali sono stati filati e tessuti secondo procedimenti inventati nel vicino Oriente. Si infila i mocassini inventati dagli indiani delle contrade boscose dell'Est, e va nel bagno, i cui accessori sono un misto di invenzioni europee e americane, entrambe di data recente. Si leva il pigiama, indumento inventato in India, e si lava con il sapone, inventato dalle antiche popolazioni galliche. Poi si fa la barba, rito masochistico che sembra sia derivato dai sumeri o dagli antichi egiziani.
Tornato in camera da letto, prende i suoi vestiti da una sedia il cui modello è stato elaborato nell'Europa meridionale e si veste. Indossa indumenti la cui forma derivò in origine dai vestiti di pelle dei nomadi delle steppe dell'Asia, si infila le scarpe fatte di pelle tinta secondo un procedimento inventato nell'antico Egitto, tagliate secondo un modello derivato dalle civiltà classiche del Mediterraneo; si mette intorno al collo una striscia dai colori brillanti che è un vestigio sopravvissuto degli scialli che tenevano sulle spalle i croati del diciassettesimo secolo. [...]
Andando a fare colazione si ferma a comprare un giornale, pagando con delle monete che sono un'antica invenzione della Lidia. Al ristorante viene a contatto con tutta una nuova serie di elementi presi da altre culture: il suo piatto è fatto di un tipo di terraglia inventato in Cina; il suo coltello è di acciaio, lega fatta per la prima volta nell'India del Sud, la forchetta ha origini medievali italiane, il cucchiaio è un derivato dell'originale romano. Prende il caffè, pianta abissina, con panna e zucchero. Sia l'idea di allevare mucche che quella di mungerle ha avuto origine nel vicino Oriente, mentre lo zucchero fu estratto in India per la prima volta. Dopo la frutta e il caffè, mangerà le cialde, dolci fatti, secondo una tecnica scandinava, con il frumento, originario dell'Asia minore. [...]
Quando il nostro amico ha finito di mangiare, si appoggia alla spalliera della sedia e fuma, secondo un'abitudine degli indiani d'America, consumando la pianta addomesticata in Brasile o fumando la pipa, derivata dagli indiani della Virginia o la sigaretta, derivata dal Messico. Può anche fumare un sigaro, trasmessoci dalle Antille, attraverso la Spagna. Mentre fuma legge le notizie del giorno, stampate in un carattere inventato dagli antichi semiti, su di un materiale inventato in Cina e secondo un procedimento inventato in Germania. Mentre legge i resoconti dei problemi che si agitano all'estero, se è un buon cittadino conservatore, con un linguaggio indo-europeo, ringrazierà una divinità ebraica di averlo fatto al cento per cento americano.
»
(R.Linton cit. in Marco Aime, Eccessi di culture, Einaudi 2004: 25-26)
 
mi ricorda qualcosa e qualcuno...
La mia vita da lettrice
25/07/2010 - 19:58
«Naturalmente, ciò che è importante nelle politiche di supporto finanziario dello stato per la produzione culturale non è solo il finanziamento per sé, ma le sue conseguenze indirette, cioè il fatto che, attraverso il sostegno economico di determinati prodotti culturali, lo stato li ordina gerarchicamente, istituzionalizzando e legittimando in questo modo una determinata classificazione delle forme simboliche (DiMaggio, 1987). A sua volta, la spesa pubblica per le arti e la loro legittimazione simbolica hanno conseguenze sociali: per esempio, possono beneficiare una élite, che usa il consumo di alta cultura non solo per soddisfare i propri bisogni estetici, ma anche per riaffermare il proprio capitale culturale e per trasmetterlo ai figli come un valido strumento di «distinzione» e di chiusura di ceto (Bourdieu, 1979; DiMaggio, Useem 1978).»
(Pier Paolo Giglioli e Paola Ravaioli, Bisogna davvero dimenticare il concetto di cultura?, in Vincenzo Matera (a cura di), Il concetto di cultura nelle scienze sociali contemporanee, UTET 2008: 88-89)
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 3 di 130
fd02.jpg

Sto leggendo...

Linux Day

Cerca

Ricevi via email

Inserisci indirizzo email:

Login






Password dimenticata?
Sei qui  :blog

Social Networks

Grazie a ...

RSS Feeds

Iscriviti al Feed di AmorAmaro