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La mia vita da lettrice
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25/03/2012 - 17:22 |
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««É una storia poco allegra, lo so» disse Giovanna guardandolo
con un vago sospetto.
«Poco allegra?!»
Lentamente Francesco mise gli occhiali, restituì quello sguardo.
Poi cominciò a raccogliere le sue cose.
«Poco allegra? É una storia sordida, Giovanna. Ed io non la
capisco. Ma perché hai voluto parlare? Perché vuoi essere sempre
diversa dagli altri, ignorare le leggi degli altri, i limiti degli
altri? Se tu mi avessi detto: non lo amavo nemmeno, quel Richard.
Mi piaceva, ecco tutto, e così sono andata a letto con lui.
Sarebbe stato già duro: però lo avrei sopportato. Ma questo,
Giovanna! Questo!»
«Avresti preferito saperti imbrogliato?»
«Sì, lo avrei preferito. La vita è già dura senza chiarezza:
figuriamoci poi con la chiarezza. Ah, la tua maledetta ossessione
di voler chiarire a ogni costo ogni cosa!»
«Volevo che tra noi due tutto fosse perfetto, Francesco.»
«La perfezione non esiste, Giovanna. Quando esiste, è
irritante.»»
(Oriana Fallaci, Penelope alla guerra, BUR 2009 : 238)
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Ultime dalla vasca
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06/03/2012 - 20:19 |
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«Fa male sentire che qualche tigì chiama ancora "delitto
passionale" mattanze come quelle di Brescia, dove un maschio reso
feroce dalla sua demenza, o reso demente dalla sua ferocia, uccide
una donna che considera "sua e non lo vuole più. E come contorno
della sua orribile esecuzione ammazza altre tre persone (due delle
quali ventenni) che avevano per sola colpa essere prossimi alla
vittima: amico, figlia, fidanzato della figlia.
Perchè gratificare di "passione" questo nazismo maschile che ogni
anno produce, solo qui in Italia, un vero e proprio olocausto di
femmine soppresse solo perchè non vogliono più appartenere (come
bestie, come cose) a un padrone, e per giunta un padrone violento?
"O mia o di nessuno", dice il boia di turno, ed è la perfetta
sintesi di una cultura arcaica e mostruosa che - esattamente come
il movente razziale - dovrebbe costituire un'aggravante, in un
paese civile. Mentre l'aggettivo "passionale" rimanda, putroppo, a
una sorta di attenuante, quasi di "spiegazione": e fino a una
generazione fa, qui in Italia, era di fatto un'attenuante
giuridica. Levato dai codici quell'infame eufemismo che erano le
"ragioni di onore", rendiamo onesto, veridico anche il linguaggio
giornalistico. Passione e amore non c'entrano, c'entrano il
potere, il terrore di perderlo, l'odio della libertà.»
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La mia vita da lettrice
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27/02/2012 - 20:42 |
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«Violente, drammatiche, le figure di Artemisia pesano nello spazio. Si muovono. Parlano. Gridano.»
(Alexandra Lapierre, Artemisia, Mondadori 2011: 392)
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