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La mia vita da lettrice
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14/01/2012 - 17:58 |
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«L'acqua ha sommerso il bambino e lo trascina via, con questo freddo i suoi resti resisteranno a lungo. La
madre vive e si contorce nelle catene del suo tempo incoronato. Le donne invecchiano presto e l'errore consiste
proprio in questo: che non sanno dove nascondere tutto il tempo vissuto, perché nessuno lo veda. Devono forse
ingoiarlo come il cordone ombelicale dei figli? Morte e assassinio, che baraonda!
Ora però riposatevi un momento!»
(Elfriede Jelinek, La voglia, Frassinelli 1990: 270)
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La mia vita da lettrice
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04/01/2012 - 21:16 |
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«La donna si slancia nel vento, arrancando con il suo corpo goffo e ingombrante. Si è fatta carne ed è scesa
tra gli uomini. Soddisfare in ogni modo gli appetiti, questo è stato il compito assolto dalla sua mescita
d'asporto: consumarsi per l'uomo e per il bambino, adagiandosi tra le loro dolci redini. Cerca così di tirare il
fiato, intrappolata nella loro rete da caccia. Si getta addosso la vestaglia da notte ed esce in pantofole, e si
inoltra a fatica per il sentiero innevato.»
(Elfriede Jelinek, La voglia, Frassinelli 1990: 56)
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La mia vita da lettrice
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02/01/2012 - 22:58 |
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«Per molte persone la neve non è una variazione dell'acqua (o viceversa), bensì qualcosa da rimuovere, uno
sgradevole impedimento. Anche questo è sintomo della grave automutilazione umana in atto da secoli, la rescissione
della nostra appartenenza alla Madre Terra, organismo del quale siamo cellule non parte centrale. Il tradimento
degli elementi naturali, che non sappiamo più amare se non in funzione dei nostri bisogni è la rinuncia collettiva
alla riserva di immaginario che andrebbe invece custodita come ispirazione preziosa per la sopravvivenza della
specie. Che repulsione provo quando sento chiamare neve e pioggia maltempo. Per me il maltempo (restando in tema)
sono le motoslitte, il caos delle stazioni sciistiche e chi chiama fuoripista lo sci escursionismo: non la pioggia
e la neve. L'umanità vampirizza le sorgenti della vita, poi le disprezza se crede che non le siano utili.»
(Davide Sapienza, La musica della neve, edicicloeditore 2011: 16)
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La mia vita da lettrice
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31/12/2011 - 17:32 |
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«Terribile è Amore, spietato il mare, ma il mare è acqua, l'amore è fuoco che brucia dentro. Scegli il fuoco, mio cuore, non temere la piena delle acque; andiamo verso l'amore, perché preoccuparsi delle onde? Non sai che Afrodite è nata dal mare e domina sul mare come sui nostri dolori?»
(Museo, Ero e Leandro, Marsilio 1994: 45)
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fondamenta degli incurabili |
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La mia vita da lettrice
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29/12/2011 - 19:20 |
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«Viaggiare sull'acqua, anche per brevi distanze, ha sempre qualcosa di primordiale. Senti che non dovresti
essere lì, e a dirtelo non sono tanto gli occhi, gli orecchi, il naso, il palato o il palmo della mano quanto i
piedi, i quali assumono, stranamente, la funzione di un organo dei sensi. L'acqua mette in discussione il principio
di orizzontalità, specialmente di notte, quando la sua superficie somiglia a un selciato. Per quanto solido sia ciò
che lo sostituisce sotto i tuoi piedi - il ponte di una nave -, sull'acqua stai un po' più attento che a terra, e
tutte le tue facoltà sono chiamate a una maggiore vigilanza. Sull'acqua, per esempio, non ti lasci distrarre come
per strada: le gambe ti tengono sotto costante controllo, te e le tue risorse, in costante equilibrio come se tu
fossi una specie di bussola. Be', forse questo intensificarsi delle tue risorse, sull'acqua, è davvero un'eco
remota e tortuosa dei nostri cari, vecchi cordati. In ogni modo, il senso dell'Altro si acuisce sull'acqua come se
fosse sollecitato da un pericolo comune e insieme reciproco. La perdita dell'orientamento non è qualcosa che
riguardi soltanto la nautica, è anche una categoria psicologica. [...]»
(Iosif Brodskij, Fondamenta degli incurabili, Adelphi 1991: 17-18)
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