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La mia vita da lettrice
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22/09/2011 - 17:21 |
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«... Mio Dio! Fa' di esistere! Fa' che ci sia un cielo e un inferno passeggerò per i viali del paradiso col mio ragazzino e la mia cara figlia e tutti loro si torceranno nelle fiamme dell'invidia e io li guarderò arrostire e gemere e riderò riderò e i bambini rideranno con me. Me la devi questa rivincita mio Dio. Esigo che tu me la dia.»
(Simone de Beauvoir, Una donna spezzata: 221)
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l'egemonia sottoculturale #2 |
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La mia vita da lettrice
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11/09/2011 - 22:28 |
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«Il mondo delle idee è un campo di battaglia nel quale, come in politica, il vuoto non
esiste, e lo spazio se lo piglia chi mette in campo proposte e visioni (quanto maggiormente
capaci di "conquistare" le masse, naturalmente). Si dovrebbe cominciare, allora,
moltiplicando il più possibile gli anticorpi, e, contestualmente, costruendo delle
narrazioni alternative. In maniera creativa e spiazzante (...) non seguendo affannosamente
il dominio culturale degli avversari che hanno già costruito, a proprio piacimento, il
terreno di scontro, e che sono, naturalmente, più bravi a giocare in casa. Ma liberando le
energie di ciascuno, rendendolo protagonista della propria esistenza secondo un sistema di
valori che non si fondi sull'individualismo selvaggio e la dittatura del consumo.»
(Massimiliano Panarari, L'egemonia sottoculturale, Einaudi 2010: 130)
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l'egemonia sottoculturale |
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La mia vita da lettrice
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08/09/2011 - 23:04 |
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«[...] Basta con qualunque accondiscendenza con la controparte operaia e sindacale, basta
cedimenti. A noi gli occhi e le menti, anche dei lavoratori, oltre che dei ceti medi, e con
un riuscitissimo gioco di prestigio che cercheremo di raccontare, voilà una nuova
egemonia culturale e un rinnovato immaginario popolare, cucinato dalle élite e dalle
superclassi a proprio uso e consumo e a feroce difesa dei propri privilegi, destinati ad
ampliarsi scandalosamente.»
(Massimiliano Panarari, L'egemonia sottoculturale, Einaudi 2010: 5)
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La mia vita da lettrice
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01/09/2011 - 19:52 |
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CORO «Amori che giungano eccessivi
nè fama accordano agli uomini né virtù;
ma se con misura Cipride giunge,
altra dea non c'è così gradita.
Mai, o Signora, non scagliare su di me
dell'arco tutto d'oro l'ineludibile dardo
intinto nel desiderio.
Cara mi abbia temperanza, dono splendido dei numi;
giammai rissose ire e contese insaziabili
infligga Cipride tremenda,
sconvolgendo il mio cuore per letti altrui;
ma rispettando unioni che siano senza liti,
ella con acuto discernimento distingua
l'uno dall'altro i letti delle donne.
O patria, o casa, mai divenga io
priva della mia città, vivendo una vita
d'angustie, aspra da traversare,
infelicissima di afflizioni.
Da morte, da morte sia io domata
prima che tal giorno io compia:
altra pena più grande non c'è
che l'essere privati della patria terra
Ho visto; non su parola d'altri
sono in grado di parlare: te non la città,
non amico alcuno ti compiangerà,
te che soffri le più tremende delle pene.
E perisca l'ingrato, cui è permesso
non onorare gli amici,
dopo aver dischiuso il chiavistello
di un cuore puro: mai costui mi sarà amico.»
(Euripide, Medea, BUR 2010: 161-163)
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La mia vita da lettrice
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25/08/2011 - 16:04 |
«Storie. Ancora storie. Storie di donne. Tante ne ho sentite e tante ne ho dimenticate.
Storie di donne innamorate e di donne gelose. Vestite e spogliate. Addormentate e sveglie.
Divorziate e sposate. Pazze d'amore e fedifraghe. Pettegolezzi, chiacchiere, un intreccio di
relazioni che solo un analista potrebbe districare. Storie di donne simili in tutto e per
tutto alle storie che raccontano gli uomini, due punti di vista che a me interessano in
egual misura. Le stesse storie, in ogni città araba. Storie che nemmeno ti immagini, se sei
di passaggio in queste società cresciute nell'ipocrisia, in questo mondo che ha imparato
alla perfezione come si fa a vivere il sesso, e altre faccende pericolose, esercitando
quotidianamente il diritto alla taqya, la dissimulazione.»
(Salwa Al-Neimi, La prova del miele, Feltrinelli 2008: 38)
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