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Pratiche artistiche e pratiche etnografiche |
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10/06/2009 - 00:09 |
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Maria Carmela Stella (a cura di)
Pratiche Artistiche e Pratiche Etnografiche
«Molimo. Quaderni di Antropologia culturale ed
Etnomusicologia», n.4 (2009)
CUEM, Milano
I saggi raccolti in questo volume affrontano alcuni aspetti relativi al ripensamento della relazione tra antropologia e arte, indagando la diversità delle situazioni in cui pratica etnografica e pratica artistica presentano confini labili e cangianti.
Infatti se la prima è coinvolta nello studio di produzioni artistiche contemporanee, la seconda è sempre più occupata in questioni ritenute proprie dell'antropologia e si va configurando come spazio in cui le differenze culturali vengono riconosciute, rappresentate e attuate.
Un'affinità che si manifesta prevalentemente nelle pratiche messe in atto nella produzione del proprio sapere e che ha a che fare con modalità di rappresentazione e di auto-rappresentazione dell'identità individuale o culturale, attuate dagli artisti, cui gli antropologi guardano con interesse, essendo queste le pratiche costitutive della stessa etnografia.
Scopri i contenuti del volume...
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23/05/2009 - 12:13 |
Angelo Sirico.
Il flauto di Pan.
Esperienze di un costruttore
a cura di Giorgio Foti
Quaderni di Etnografia – Collana del Museo
Etnografico dell’Alta Brianza di Galbiate (Lc) –
GreenPrinting A.G. BELLAVITE s.r.l. Missaglia
(Lc), 2008, pp. 109 + DVD allegato
Il volume Il Flauto di Pan. Esperienze di un costruttore è interamente dedicato alla figura di Angelo
Sirico, costruttore e suonatore di firlinfeu, nome con cui viene designato il flauto di Pan nelle
zone del lecchese e della Brianza.
Il lavoro, promosso dal Museo Etnografico dell’Alta Brianza e curato da Giorgio Foti, raccoglie
differenti documenti che trattano aspetti diversi dell’esperienza di Angelo Sirico; lo scopo è quello
di far emergere tutti gli elementi utili alla contestualizzazione della sua attività, soffermandosi
in particolare sulla descrizione della tradizione musicale e costruttiva in cui essa si inserisce.
Angelo Sirico, di origini campane, si trasferisce a Mandello del Lario per ragioni di lavoro; qui
entra in contatto con il gruppo locale di firlinfö appassionandosi alla pratica dello strumento. In
particolare stringe un solido e profondo rapporto umano con Francesco Milanesi, ‘storico’ costruttore
di firlinfeu della zona, da cui egli apprende i rudimenti della tecnica per la costruzione dei flauti.
La sua attività di costruttore lo porta a entrare in contatto con altre realtà musicali della zona;
fino alla collaborazione con il Museo Etnografico dell’Alta Brianza nell’allestimento di una sala
espositiva dedicata al flauto. Una delle singolarità della figura di Angelo Sirico, che il volume
mira a far emergere, consiste nel suo essere un testimone della tradizione molto particolare: egli
infatti, non essendo brianzolo di nascita, si è inserito pienamente nella tradizione musicale locale
divenendo uno dei costruttori di firlinfeu maggiormente apprezzati.
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17/04/2009 - 16:55 |
Steven Feld
Suono e sentimentoUccelli, lamento, poetica e canzone nell'espressione kaluli.
ilSaggiatore, 2009
Ho fatto una domanda e Jubi ha ribattuto: «Senti, per te sono uccelli, per me sono voci nella
foresta».
«Nella pianura della Papua Nuova Guinea, presso il vulcano del Bosavi, vivono i kaluli. Con Edward e
Bambi Schieffelin, una coppia di antropologi, Steven Feld si è immerso nel 1976 nella vita della
foresta e ha condiviso con il popolo del Bosavi i riti e il lavoro, i miti e i loro canti.
Soprattutto ha scoperto che la musica dei kaluli, quella che dà vita al loro mondo immaginario,
rielabora i flussi sonori della natura e le modulazioni del canto degli uccelli: questi non sono
versi, ma voci nella foresta.
Suono e sentimento è il frutto di una ricerca sul campo, approfondita
nell’arco di venticinque anni; un trattato di etnomusicologia incentrato sul suono come sistema
culturale e simbolico. Lo studio dei metodi di comunicazione sonora, del suono umano e della natura
(dai canti dell’uomo ai versi degli uccelli) è il punto di partenza dal quale Feld elabora la
comprensione dell’ethos sociale ed emozionale del popolo kaluli, di tutto ciò che può essere definito
il suo sentimento. Analizzando la forma e le esecuzioni del lamento e del canto in relazione al mito
di origine, questo libro mostra come le espressioni sonore siano incarnazioni di sentimenti profondi.
Suono e sentimento, finalmente disponibile in lingua italiana, è un punto di riferimento
irrinunciabile in discipline come l’etnomusicologia, l’antropologia del suono, la linguistica e l’
estetica. L’opera di Steven Feld è arricchita da una conversazione tra Carlo Serra, curatore dell’
edizione italiana, l’etnomusicologo Nicola Scaldaferri e l’autore.»
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La mia vita da cantastorie |
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27/05/2008 - 01:00 |
Vito Santangelo
La mia vita di cantastorie.
Vicende autobiografiche di Vito Santangelo curate e introdotte da Mauro Geraci.
Brescia, Grafo, 2006, pp. 175
Vito Santangelo, tra i più importanti cantastorie siciliani in attività, affida alla scrittura la narrazione della sua esperienza di vita. Il testo prende le mosse dai primi ricordi legati all’infanzia, procede percorrendo le tappe fondamentali dell’adolescenza e narrando gli avvenimenti che contribuirono a far nascere in lui la passione per la musica e a dare inizio alla sua attività di cantastorie.
Il titolo del volume La mia vita di cantastorie non lascia dubbi; dalle prime difficoltà per fare accettare in famiglia questa sua scelta (il padre diverrà poi, un suo attivo sostenitore e collaboratore), al contesto socio-culturale in cui tale passione si forma e si sviluppa, alle relazioni umane e artistiche (la collocazione dell’abitazione paterna gli permetteva di essere a diretto contatto con Paolo Garofalo, altro cantastorie siciliano che ebbe un ruolo importante nell’avviarlo alla professione), tutti gli avvenimenti e le vicissitudini della sua esistenza ruotano attorno alla sua attività di cantastorie o fanno riferimento ad essa.
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26/05/2008 - 01:00 |
Antonello Ricci e Roberta Tucci
La capra che suona.
Immagini e suoni della musica popolare in Calabria.
Roma, Squilibri, 2004; pp. 223 + Cd allegato
Seconda edizione per la La capra che suona. Immagini e suoni della musica popolare in Calabria, volume realizzato da Antonello Ricci e Roberta Tucci.
Questa nuova edizione è introdotta dall'autorevole 'penna' di Roberto De Simone che presenta l'opera con un occhio ai tempi attuali e alle modifiche socio-culturali degli ultimi anni che hanno, in parte, scalfito il pratrimonio delle conoscenze 'popolari'. Il volume, oltre ad un'operazione di revisione e aggiornamento dei testi e dei riferimenti bibliografici, presenta anche un ampliamento per quel che concerne la documentazione sonora; nel Cd allegato, infatti, hanno trovato spazio altre tracce utili a connotare maggiormente il quadro musicale della Calabria.
I documenti fotografici e sonori raccolti costituiscono una selezione del materiale privato collezionato nel corso degli anni da Antonello Ricci e Roberta Tucci e sintetizzano il loro costante, e tuttora in atto, lavoro di ricerca sul territorio calabrese; nello specifico il lavoro di selezione si è concentrato sulla documentazione raccolta nell'ampio arco di tempo che va dal 1977 al 1997.
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