Maria Carmela Stella

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La capra che suona
Books
26/05/2008 - 00:00

La capra che suona Antonello Ricci e Roberta Tucci

La capra che suona.

Immagini e suoni della musica popolare in Calabria.
Roma, Squilibri, 2004; pp. 223 + Cd allegato

Seconda edizione per la La capra che suona. Immagini e suoni della musica popolare in Calabria, volume realizzato da Antonello Ricci e Roberta Tucci.
Questa nuova edizione è introdotta dall'autorevole 'penna' di Roberto De Simone che presenta l'opera con un occhio ai tempi attuali e alle modifiche socio-culturali degli ultimi anni che hanno, in parte, scalfito il pratrimonio delle conoscenze 'popolari'. Il volume, oltre ad un'operazione di revisione e aggiornamento dei testi e dei riferimenti bibliografici, presenta anche un ampliamento per quel che concerne la documentazione sonora; nel Cd allegato, infatti, hanno trovato spazio altre tracce utili a connotare maggiormente il quadro musicale della Calabria.
I documenti fotografici e sonori raccolti costituiscono una selezione del materiale privato collezionato nel corso degli anni da Antonello Ricci e Roberta Tucci e sintetizzano il loro costante, e tuttora in atto, lavoro di ricerca sul territorio calabrese; nello specifico il lavoro di selezione si è concentrato sulla documentazione raccolta nell'ampio arco di tempo che va dal 1977 al 1997.
 
La Luna nel risciacquo
Books
24/05/2008 - 11:55

9788879753272p.jpg Egidio Mileo

La luna nel risciacquo.

Memorie della mia giovinezza.
Cura del testo, apparato filologico e il saggio Nome, Persona, Mondo di Fabrizio Mangiameli.
Roma, CISU, 2004, pp. 290

Egidio Mileo, vincitore nel 1991 del Premio Pieve con Il Salumificio, torna a raccontarsi  soffermandosi, questa volta, sul periodo della sua infanzia e della prima adolescenza, narrando la propria esperienza quotidiana di ragazzo permeata da dolori, sogni e piccoli successi professionali e ambientata nella Basilicata degli anni a cavallo della seconda guerra mondiale. La narrazione prende le mosse dai primi ricordi legati all'infanzia, all'ambiente familiare e alle prime esperienze lavorative, prosegue nella descrizione degli avvenimenti che lo avrebbero portato ad acquisire quelle competenze che con fatica gli venivano riconosciute dai mastri ''vecchi leoni'' con cui si trovava a lavorare, e termina con l'acquisizione del grado di mastro, riconosciuto oltre che dai suoi colleghi anche dai datori di lavoro. Il testo si conclude con la descrizione della successione degli eventi che determinano per Mileo l'inizio del servizio militare, definito come l'inizio di una nuova vita (la descrizione di questo avvenimento e delle modalità con cui si concretizza la temuta partenza è emblematica per cogliere il tipo di posizione che Mileo assume nei confronti degli avvenimenti chiave della sua esistenza), e forse è proprio per questo che il narratore si ferma qui, non proseguendo oltre il racconto.

 
Campane e campanari in Brianza
Books
23/05/2008 - 00:00

campane_e_campanari.jpg Francesco Motta

Campane e campanari in Brianza

Quaderni di Etnografia – Collana del Museo Etnografico dell'Alta Brianza di Galbiate (Lc) – Arti Grafiche Maggioni, Dolzago (Lc), 2005; pp. 159 + Cd allegato

Il volume Campane e campanari in Brianza, raccoglie il lavoro svolto da Francesco Motta per la sua tesi di laurea in etnomusicologia, discussa presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Milano. La ricerca è stata rivolta alla tradizione delle campane e all'attività dei campanari nel territorio della Brianza, luogo in cui tale attività è saldamente radicata, ed è stata condotta facendo riferimento non solo alle fonti documentarie scritte, ma anche, e soprattutto, alla diretta testimonianza dei suonatori sia quelli ancora in attività che quelli che hanno dovuto lasciare il posto ad impianti elettrici e alla conseguente automazione dei concerti di campane.
Motta nello scegliere un indirizzo guida nella conduzione della sua ricerca fa esplicito riferimento all’approccio metodologico indicato da Timothy Rice che, rifacendosi alle teorie di Clifford Geertz, ne propone una propria applicazione in ambito etnomusicologico che nell’analizzare i processi formativi della musica pone in primo piano le figure e le esperienze dirette dei suonatori.
 
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