Etnomusicologia e varie | Carmela Stella

Se mai dovessi parlare di amore e di stelle... uccidetemi!

Charles Bukowski
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non per profitto
La mia vita da lettrice
10/08/2011 - 14:42
«Se l'autentico scontro di civiltà è, come io credo, uno scontro interno all'anima di ciascuno di noi, dove grettezza e narcisismo si misurano contro rispetto e amore, tutte le società contemporanee sono destinate a perdere a breve la battaglia, se continueranno ad alimentare le forze che inevitabilmente portano alla violenza e alla disumanità e se negheranno appoggio alle forze che educano alla cultura del rispetto e dell'uguaglianza. Se non insistiamo sul valore fondamentale delle lettere e delle arti, queste saranno accantonate, perché non producono denaro. Ma esse servono a qualcosa di ben più prezioso, servono cioè a costruire un mondo degno di essere vissuto, con persone che siano in grado di vedere gli altri esseri umani come persone a tutto tondo, con pensieri e sentimenti propri che meritano rispetto e considerazione, e con nazioni che siano in grado di vincere la paura e il sospetto a favore del confronto simpatetico e improntato alla ragione.»
(Martha C. Nussbaum, Non per profitto, Il Mulino 2011: 154)
 
ci sono pił donne di quante pensi
Segnalazioni
06/08/2011 - 12:47
 
Eleanor Holm
La mia vita da lettrice
23/07/2011 - 15:07

«Dall'altra parte di Miami, al quindicesimo piano di un caseggiato che domina una piscina azzurrissima, vive quella dorsista rittratta un giorno da Dalì e descritta dalla rivista «Time» come l'atleta più bella del mondo, anche se oggi della sua bellezza efebica non rimane che la bocca lunga e appassionata. Ora Eleanor Holm non nuota più, nemmeno dopo un'estenuante partita a tennis, ma alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932 vinse la gara di dorso e quattro anni più tardi fece scalpore, quando a Berlino, dove puntava ad un altro oro, fu squalificata da Avery Brundage che l'aveva sorpresa a bere champagne la sera tardi nella cabina di prima classe di un giornalista. Diversamente dalle altre nuotatrici la Holm era abituata a fare tardi la sera, perchè cantava nella band del marito, Art Jarrett; aveva anche l'abitudine di fumare negli spogliatoi prima delle gare, per far vedere che gliene importava ben poco. La sospensione dalle gare fece di lei una celebrità notturna: a Berlino la consolò Hitler in persona, mentre la Reifenstahl, che raramente subiva il fascino femminile, le stava continuamente dietro e la filmò mentre nuotava nella piscina olimpica. Ritornata in America, fu la Jane del Tarzan interpretato da Glenn Morris, vincitore a Berlino della gara di decathlon. Ma l'ex campionessa lasciò il film il giorno in cui la corda che doveva trattenere un alligatore si ruppe e lei dovette salvarsi la vita a nuoto.»
(Charles Sprawson, L'ombra del massaggiatore nero, Adelphi 2000: 266-267)

 
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