Maria Carmela Stella

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritto.
Il mio orgoglio sta in quelle che ho letto.

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21/07/2010 - 20:04
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Vedere la musica
Books
27/06/2010 - 12:39
adamo.jpg Giorgio Adamo
Vedere la musica.
Film e video nello studio dei comportamenti musicali.
LIM, 2010

«L'attenzione nei confronti dell'elemento visivo in etnomusicologia non è certo una novità. Mentre tuttavia l'uso di documentazione fotografica o video-cinematografica è da sempre largamente diffuso nello studio e nell'insegnamento della disciplina, la produzione di documentazione visiva è rimasta per molto tempo una prerogativa o di fotografi o di cineasti professionisti particolarmente sensibili nei riguardi di una visione antropologica della realtà e che hanno spesso collaborato dirattamente con gli studiosi - come Franco Pinna con Diego Carpitella ed Ernesto De Martino, o Jean Rouch con Gilbert Rouget - oppure di alcuni etnomusicologi che hanno sviluppato una specifica competenza da cineasti, come Hugo Zemp o John Bally.
L'uso sistematico del mezzo visivo come strumento di ricerca sul campo, soprattutto nel caso della ripresa video-cinematografica, non è stato particolarmente diffuso. Se un certo livello di competenza nell'uso della registrazione sonora è sempre stato considerato assolutamente essenziale a qualsiasi tipo di indagine etnomusicologica, e addirittura in qualche caso fare ricerca ha coinciso, soprattutto in Italia, con l'effettuare campagne di registrazione, le macchine da presa su pellicola hanno messo probabilmente in soggezione molti studiosi - a causa dei costi, delle difficoltà tecniche, ecc. - mentre le videocamere, diffuse solo a partire dagli anni '80 del Novecento, presentavano all'inizio un tale divario con il livello di qualità professionale della produzione cinematografica e televisiva da non spingere più di tanto i ricercatori ad utilizzarle.
Non è un caso che i fondamentali film diretti da Diego Carpitella negli anni '80 per la serie I suoni siano stati realizzati in pellicola 16mm come produzione della RAI Radiotelevisione Italiana, con lo studioso nel ruolo di regista-coordinatore scientifico. In generale, più che un uso della ripresa filmica nell'ambito della ricerca sul campo e come strumento di indagine, vi è stato un interesse, da parte di alcuni, alla produzione di film di argomento etnomusicologico in chiave documentario-didattica.»

 
Italia-Brasile 3 a 2
La mia vita da lettrice
23/06/2010 - 22:53
«Paolorrossi: uno che non sa tirare di destro. E nemmanco di sinistro. Il colpo di testa non è il suo forte. Tiro al volo? Manco a parlarne. Non batte né punizioni né rigori. In partita Paolorrossi è come se non ci fosse.
Anzi: è inesistente.
Già. Inesistente.
Ma come si può marcare chi non esiste?
Ma Paolorrossi non è stato un giocatore di calcio.
Paolorrossi è stato un romanzo.
»
(Davide Enia, Italia-Brasile 3 a 2, Sellerio 2010: 46)
 
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