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«Ora ascoltatemi bene, non ho tempo da perdere, anzi
non ne ho per niente. A casa mi aspettano cinquanta
invitati e un tonno da affettare. Ma non può passare
così. Io firmo il verbale, va bene, caso archiviato.
Quanto all'affermazione del commissario: Oggi il
mondo è popolato di mascalzoni, a quella devo
replicare con forza. Prima il mondo brulicava di
mascalzoni, signor commissario, molto più di oggi, si
nascondevano nelle pieghe della morale, della famiglia,
dei valori, ma erano mascalzoni veri, e in più non
coscienti di esserlo, superbi del loro teatrino! I
bambini venivano abbandonati, massacrati molto più di
oggi, e nell'indifferenza generale! Le donne erano
carne da macello, gli uomini carne da lavoro! Io non
farò i figli, sì, guardatemi pure male, non li farò
perché non mi sento in grado di crescerli. Lei sì? Ne
dubito, non si offenda, comunque invidio la sua
sicurezza! Non ho nessuna nostalgia per i tempi andati,
tranne che su un punto, uno solo: gli artisti! Ha
presente gli artisti di una volta, signor commissario?
Il nostro cinema, il nostro grande cinema! I caffè, i
libri, le discussioni, le idee andavano da uno
all'altro come carezze o ceffoni. Io rimpiango solo
questo del passato, sputo sulle ipocrisie, le mie per
prime, le sue. No, non voglio sputarle addosso, signor
commissario, non deve arrestarmi, era una metafora. Sa
cos'è una metafora, vero? Speriamo. Comunque glielo
spiego, a scanso di equivoci. La metafora è una figura
retorica, si usano delle parole al posto di altre,
delle immagini analoghe ad altre. Sì, non si preoccupi,
me ne vado, ho molto da fare anch'io. Però le voglio
dire un'ultima cosa, l'ultima e me ne vado per sempre,
non ci vedremo più, o forse lei vedrà un mio film, un
capolavoro! Le cosacce che ho fatto per la televisione
le conoscerà già, ma non le cito perché me ne vergogno.
Sì, lavoro per la televisione. No, non si ecciti, è
solo un elettrodomestico, come diceva Eduardo. No, non
le dico i titoli delle serie che ho diretto. Non
parliamone più! Le ho detto di no! No, non conosco
nessuno che può aiutare suo figlio a entrare in
televisione. Non voglio più farla, la odio, ho litigato
con tutti. Allora, le voglio trasmettere una sola,
ultima idea. Me la lascia dire o no? Finalmente! C'è solo una cosa da fare, oggi come sempre, gli artisti
sono gli unici ad averla capita: Non tacere mai,
a costo della vita, della reputazione, dello scandalo,
del dolore»
(Cristina Comencini, La bestia nel cuore, Feltrinelli
2005: 213-214)
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