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Segnalazioni
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25/05/2010 - 11:29 |
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Diver sità culturale e alterità razziale.
Identità stereotipi e pregiudizi.
Il caso dei musicanti di strada della Basilicata.
28 maggio 2010 ore 18.30
Centro Carlo Levi - Matera
Relatore: Enzo Vinicio Alliegro
"Figura indecente e indisponente, ma pure meravigliosa e straordinaria, dell’insolito e del sensazionale, il
musicante di strada sembra sottrarsi ad azioni univoche di definizione e di categorizzazione per ritrovarsi relegato
in spazi simbolici di frontiera.
Abitatore di terre di confine, non artista ma neppure semplice mestierante; non vagabondo ma neppure ozioso;
non mendicante ma neppure furfante, piuttosto figura del limite, liminare.
Figura di scandalo, eterodossa, eccentrica, marginale, che attrae e che respinge, posta tra ambiti rurali di
appartenenza e spazi urbani di destinazione, tra il quotidiano normale e il festivo meraviglioso, in un continuum
indefinito tra normale e anormale, lecito e illecito. Tra il fascinans e il tremendum.
Figura del limite che ben si presta a far venire alla ribalta il limite delle procedure e delle modalità adottate
dall’Occidente per pensare e rappresentare l’altro da sé."
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le perfezioni provvisorie |
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La mia vita da lettrice
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19/04/2010 - 23:17 |
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A me la penna di Carofiglio piace un sacco; sarà che ha un modo di descrivere i luoghi
che mi fa venir voglia di ritrovarmici dentro o sarà che sa raccontare le persone che
mi fa sentire nostalgia delle loro storie.
Così come mi piace un sacco l'avvocato
Guerrieri, perchè ha qualcosa che è anche un po' mio... la "tendenza patologia alla
procrastinazione" (p.64), o la simpatia per i librai (p.112), o l'ansia da imbarco
(p.245) e varie altre cose altrettanto simpatiche.
«Tendenza patologica alla procrastinazione, la chiamano.
Pare che sia un atteggiamento tipico di soggetti insicuri, con scarsa autostima, che
rimandano continuamente i compiti sgradevoli per evitare di confrontarsi con le
proprie debolezze, le proprie paure e i propri limiti. Lessi una cosa del genere
sfogliando un libro che si intitolava: Smetti di rinviare e comincia a vivere. Era un
manuale che spiegava analiticamente le cause del fenomeno e indicava, in circa
duecento pagine di deliranti esercizi, come - testualmente - "sbarazzarsi di questa
malattia della volontà e vivere un'esistenza piena, produttiva e priva di
frustrazioni".
Pensai che non avevo tutta questa voglia di un'esistenza troppo produttiva, che i
manuali per cambiare vita mi davano l'orticaria e che, alla fine dei conti, una certa
dose di frustrazioni non mi dispiacaeva. Così rimisi il volume sullo scaffale da cui
l'avevo preso - ero in una libreria e come al solito leggevo a scrocco -, comprai un
libro di Alan Bennett e me ne andai a casa.
Dopo aver fatto sparire tutte le tracce della mia cena giapponese, dopo aver bevuto
ancora un po' di vino, dopo aver inutilmente ricontrollato la posta elettronica, mi
resi conto che il momento era arrivato.»
(Gianrico Carofiglio, Le perfezioni provvisorie, Sellerio Editore 2010: 64-65)
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Ultime dalla vasca
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11/04/2010 - 18:34 |
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sono stata promossa, sono ufficialmente istruttrice o, come il ristoratore di fiducia
mi ha ri-battezzata, (d)istruttrice di nuoto di primo livello :-)
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