Etnomusicologia e varie | Carmela Stella

È ora che quelle parole, popolo e libertà,
si spoglino del carattere sinistramente ironico
di cui li ha ammantati la destra e tornino alle loro origini,
al loro eterno valore, al loro vero e profondo significato.

Nichi Vendola
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Amico fragile
11/01/2009 - 00:00
Non ho mai capito qual è il criterio in base al quale ci sono cose che ricordo e altre che dimentico... l'11 gennaio del 1999 lo ricordo, e ricordo la telefonata dell'amico che, dopo essersi assicurato che fossi arrivata sana e salva a Londra, si chiedeva se fosse il caso o meno di comunicarmi che Fabrizio De Andrè aveva iniziato un nuovo viaggio e che a noi sarebbe rimasto lo splendido ricordo del concerto cui avevamo assistito a Roma nemmeno un anno prima.

faber.jpg"La canzone più importante che abbia mai scritto è forse Amico fragile, ed è sicuramente quella che più mi appartiene. È un pezzo della mia vita con cui sono riuscito a vincere la strana entità che mi aggredisce e mi succhia per portarsi via una canzone. L'ho scritta in una notte dopo essere andato a una festa in una di quelle ville nel parco residenziale di Portobello di Gallura. Era un momento di oscurantismo in cui Paolo VI aveva tirato fuori certe storie sugli esorcismi. Ai medici, avvocati, gente di un certo livello culturale presenti alla festa, volevo parlare per sentire il loro parere al riguardo, e invece anche quella sera, come tutte le sere, finii con la chitarra in mano. Cantai delle canzoni, poi riprovai a parlare con loro; niente, cercarono di rimettermi la chitarra in mano. Allora mandai tutti a quel paese, mi ubriacai sconciamente e mi rifugiai nel mio garage. Quando, alle otto del mattino dopo mia moglie Puny mi ritrovò, avevo già scritto le parole e la musica di Amico fragile.
Scrivendo questo ritratto d'artista-oggetto, per una volta ho parlato di me: troppe volte, in questo mestiere, ti capita di scrivere cose che non pensavi di scrivere, ricordi dimenticati che affiorano, idee che non rammentavi di avere, voci che ti arrivano da un altrove, forse dal mondo, forse dal tuo io prenatale. È come se qualcuno dettasse e tu fossi un copista, chiamato a dar voce al mistero. Qui no: ho raccontato un artista che sa di essere utile agli altri, eppure fallisce il suo compito quando la gente non si rende più conto di avere bisogno degli artisti."
(Fabrizio De Andrè. Una goccia di splendore: 145-146)

Una cosa bella delle canzoni è che restano... song of the day: Amico fragile
 

Commenti  

 
0 #3 artarie 2009-01-13 20:29 Bellissimo il tuo blog-sito!
Fai sul serio allora! :)
Un saluto, sentiamoci presto, eh! Sono curiosa.
Baci,
Rosa
Citazione
 
 
0 #2 Nathan 2000 2009-01-13 09:12 Una goccia di splendore… una scintilla di pura follia. Ecco, Faber è stato questo e molto di più. Non potrà regalarci nuove scintille o nuove gocce, ma potrà regalarci sempre nuove sensazioni, perché riascoltarlo è, per me, sempre una scoperta nuova.
Grazie per la visita e per il commento lasciato da me.
Citazione
 
 
0 #1 Angelo 2009-01-12 10:41 La corsa nell'autobus notturno ed il pub con la sua guinness in lattina al termine della Notte.
Nulla di quella Notte è andato perduto.
Nè la sua voce, nè le nostre, prima, durante, dopo, oggi.
Citazione
 

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