Egidio Mileo
La luna nel risciacquo.
Memorie della mia giovinezza.
Cura del testo, apparato filologico e il saggio Nome, Persona, Mondo di Fabrizio Mangiameli.
Roma, CISU, 2004, pp. 290
Egidio Mileo, vincitore nel 1991 del Premio Pieve con Il Salumificio, torna a raccontarsi soffermandosi, questa volta, sul periodo della sua infanzia e della prima adolescenza, narrando la propria esperienza quotidiana di ragazzo permeata da dolori, sogni e piccoli successi professionali e ambientata nella Basilicata degli anni a cavallo della seconda guerra mondiale. La narrazione prende le mosse dai primi ricordi legati all'infanzia, all'ambiente familiare e alle prime esperienze lavorative, prosegue nella descrizione degli avvenimenti che lo avrebbero portato ad acquisire quelle competenze che con fatica gli venivano riconosciute dai mastri ''vecchi leoni'' con cui si trovava a lavorare, e termina con l'acquisizione del grado di mastro, riconosciuto oltre che dai suoi colleghi anche dai datori di lavoro. Il testo si conclude con la descrizione della successione degli eventi che determinano per Mileo l'inizio del servizio militare, definito come l'inizio di una nuova vita (la descrizione di questo avvenimento e delle modalità con cui si concretizza la temuta partenza è emblematica per cogliere il tipo di posizione che Mileo assume nei confronti degli avvenimenti chiave della sua esistenza), e forse è proprio per questo che il narratore si ferma qui, non proseguendo oltre il racconto.
Il titolo del libro è un tentativo di sintesi tra due degli aspetti
fondamentali che emergono dalla narrazione, da un lato la propensione
al sogno e al fantasticare del giovane Mileo (simbolizzata dalla Luna)
dall'altro la sua realtà di giovane manovale di cantiere alle prese con
un ambiente non certo facile in cui il più delle volte era costretto ad
assolvere anche il compito di lava-piatti. Attraverso le pagine del
libro vengono anche descritti gli episodi, alle volte veri e propri
sotterfugi, attuati dall'autore per ritagliarsi parti della giornata da
poter dedicare al graduale apprendimento della scrittura e della
lettura; sembra quasi, in alcuni tratti, una narrazione nella
narrazione: dall'esperienza scolastica, passando per le letture dei
fumetti, fino alle serata trascorse sui cantieri a leggere e studiare.
Questo testo, come Mangiameli ben evidenzia nel suo contributo,
presenta una 'genesi' particolare; nasce, infatti, a seguito
dell'interesse e della discussione suscitati in ambito accademico da Il
Salumificio. Egidio Mileo, non riconoscendosi nelle interpretazioni
emerse durante la discussione accademica e ritenendo che la sua
esperienza non era stata adeguatamente compresa e contestualizzata, ha
sentito la necessità di descrivere alcuni degli episodi della sua
infanzia e della sua adolescenza, da lui ritenuti fondamentali. È
questo, dunque, il presupposto che porta alla realizzazione de La luna
nel risciacquo: cercare, cioè, di colmare la carenza di informazioni a
disposizione dei "cari amici antropologi" fornendo gli elementi
mancanti per una corretta analisi dei suoi atteggiamenti e
comportamenti.
Come anticipato, a Fabrizio Mangiameli – già curatore dell'edizione dei
documenti prodotti dal sunnominato dibattito accademico – si deve il
lavoro di analisi e di approfondimento finalizzato a fornire alcune
linee guida per la comprensione dell'esperienza dell'autore lucano e a
far emergere le caratteristiche del conesto in cui questi ha vissuto e
operato; l'attenzione è rivolta oltre che ai contenuti anche alla
ricostruzione delle fasi di scrittura e stesura del testo. Infine un
riferimento va fatto alla nuova collana Finzioni Vere, diretta da
Pietro Clemente e finalizzata alla pubblicazione di testi di carattere
autobiografico, inaugurata dalla pubblicazione di questo volume; di
Clemente anche il breve saggio che lo introduce presentando i tratti
salienti dell'opera in riferimento alle considerazioni che le scritture
di carattere autobiografico hanno stimolato e che, come l'opera
complessiva di Mileo testimonia, ancora continuano a stimolare.
Recensione pubblicata su Archivio di Etnografia
1/2006
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