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We have been told we cannot do this by a chorus of cynics, |
| la musica della nostalgia |
| 08/12/2009 - 18:04 | |
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«L’evento, promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il patrocinio della Regione Lazio, dell’Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport del Comune di Roma e dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, nasce con lo scopo di presentare al pubblico un’importante collezione di strumenti antichi cinesi del Museo, sottolineandone l’appartenenza alle tradizioni musicali, indagate come profonde radici culturali dell’identità dei popoli. L’esposizione comprende strumenti tipici della musica popolare cinese provenienti da diverse aree geografiche della Cina e appartenenti a differenti epoche storiche. [...] Il tema italiano dell’evento riguarda la musica popolare del Lazio meridionale, in particolare quella eseguita dagli zampognari e dai pifferai, e la musica tradizionale abruzzese, offrendone un interessante parallelo con la musica popolare cinese che evidenza l’unione tra l’essere umano e la natura. I concerti saranno eseguiti da differenti gruppi di musicisti, esponenti di due diverse modalità di rapporto con la musica folclorica: uno che continua la viva tradizione degli antenati e l’altro che la rivisita attraverso lo studio dei testi. Si tratta di singoli musicisti, tra i quali l’uomo orchestra, appartenenti alle comunità agropastorali, artigiane ed operaie provenienti da Villa Latina in provincia di Frosinone, o dal territorio circostante, ed il gruppo abruzzese DisCanto, che ripropone brani di musica popolare documentati attraverso un lavoro di ricerca sul territorio.[...] In apertura all’evento sarà proiettato nell’Auditorium del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali un video-documentario sulla musica del Guqin, strumento originario di oltre duemila anni fa il cui suono melodioso e appassionato è evocativo dell’unione tra l’uomo e la natura.» |
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