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A me la penna di Carofiglio piace un sacco; sarà che ha un modo di descrivere i luoghi
che mi fa venir voglia di ritrovarmici dentro o sarà che sa raccontare le persone che
mi fa sentire nostalgia delle loro storie.
Così come mi piace un sacco l'avvocato
Guerrieri, perchè ha qualcosa che è anche un po' mio... la "tendenza patologia alla
procrastinazione" (p.64), o la simpatia per i librai (p.112), o l'ansia da imbarco
(p.245) e varie altre cose altrettanto simpatiche.
«Tendenza patologica alla procrastinazione, la chiamano.
Pare che sia un atteggiamento tipico di soggetti insicuri, con scarsa autostima, che
rimandano continuamente i compiti sgradevoli per evitare di confrontarsi con le
proprie debolezze, le proprie paure e i propri limiti. Lessi una cosa del genere
sfogliando un libro che si intitolava: Smetti di rinviare e comincia a vivere. Era un
manuale che spiegava analiticamente le cause del fenomeno e indicava, in circa
duecento pagine di deliranti esercizi, come - testualmente - "sbarazzarsi di questa
malattia della volontà e vivere un'esistenza piena, produttiva e priva di
frustrazioni".
Pensai che non avevo tutta questa voglia di un'esistenza troppo produttiva, che i
manuali per cambiare vita mi davano l'orticaria e che, alla fine dei conti, una certa
dose di frustrazioni non mi dispiacaeva. Così rimisi il volume sullo scaffale da cui
l'avevo preso - ero in una libreria e come al solito leggevo a scrocco -, comprai un
libro di Alan Bennett e me ne andai a casa.
Dopo aver fatto sparire tutte le tracce della mia cena giapponese, dopo aver bevuto
ancora un po' di vino, dopo aver inutilmente ricontrollato la posta elettronica, mi
resi conto che il momento era arrivato.»
(Gianrico Carofiglio, Le perfezioni provvisorie, Sellerio Editore 2010: 64-65)
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