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mi ricorda qualcosa e qualcuno... |
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25/07/2010 - 18:58 |
«Naturalmente, ciò che è importante nelle politiche di supporto finanziario dello
stato per la produzione culturale non è solo il finanziamento per sé, ma le sue
conseguenze indirette, cioè il fatto che, attraverso il sostegno economico di
determinati prodotti culturali, lo stato li ordina gerarchicamente,
istituzionalizzando e legittimando in questo modo una determinata classificazione
delle forme simboliche (DiMaggio, 1987). A sua volta, la spesa pubblica per le arti e
la loro legittimazione simbolica hanno conseguenze sociali: per esempio, possono
beneficiare una élite, che usa il consumo di alta cultura non solo per soddisfare i
propri bisogni estetici, ma anche per riaffermare il proprio capitale culturale e per
trasmetterlo ai figli come un valido strumento di «distinzione» e di chiusura di ceto
(Bourdieu, 1979; DiMaggio, Useem 1978).»
(Pier Paolo Giglioli e Paola Ravaioli, Bisogna davvero dimenticare il concetto di
cultura?, in Vincenzo Matera (a cura di), Il concetto di cultura nelle scienze sociali
contemporanee,
UTET 2008: 88-89)
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