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18/04/2011 - 18:43 |
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Probabilmente è la prima citazione tratta da un libro che si sta rivelando molto gustoso...
ma anche no!
«E insomma, dicevo, ho appreso questa mattina ascoltando France Inter che la contaminazione
tra le mie aspirazioni alla cultura legittima e la propensione alla cultura illegittima non
è un marchio imputabile alla mia bassa estrazione e al mio accesso solitario ai lumi della
mente, bensì una caratteristica delle odierne classi intellettuali dominanti. Come l'ho
appreso? Per bocca di un sociologo, e avrei desiderato ardentemente sapere se anche lui
fosse interessato a sapere che una portinaia con le pantofole del dottor Scholl lo aveva
appena innalzato a icona sacra. Studiando l'evoluzione delle abitudini culturali degli
intellettuali, un tempo immersi dall'alba al tramonto nell'alta erudizione e oggi, al
contrario, diventati poli di sincretismo in cui la frontiera tra la vera e la falsa cultura
è irrimediabilmente confusa, il sociologo descriveva un professore di lettere classiche che
un tempo avrebbe ascoltato Bach, letto Mauriac e guardato i capolavori del cinema e film
d'essai, ma che oggi ascolta Haendel e MC Solaar, legge Flaubert e John Le Carré, va a
vedersi Visconti e l'ultimo Die Hard - Duri a morire, e mangia hamburger a mezzogiorno e
sushi la sera.»
(Muriel Barbery, L'eleganza del riccio, Edizioni e/o 2010:69)
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