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07/08/2008 - 15:00 |
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A quanto pare quest'anno le trattative con la Dipendete_Digos per il meritato periodo di dolce
far niente al mare... stanno diventando molto più complicate del solito perchè oltre a tenere un minimo in conto (ma davvero un minimo... prima o poi approfondirò la questione del rapporto della Dipendete_Digos con i miei lavoretti) le mie nuove esigenze lavorative, occorre tenere in massimo conto gli spostamenti del Piccolo_Principe (mio fratello ndr.) che a quanto pare, all'età di 30 anni suonati, non è ancora ritenuto in grado di stare un po' da solo a casa senza che la Dipendete tema per l'immunità, la pulizia e il decoro della sua adorata dimora
Insomma attendo di andarmene un po' al mare per rilassarmi, per ricaricare le batterie (sono
eco-compatibile e vado ad energia solare... più ne immagazzino durante l'estate e meglio mi sento nell'affrontare il nuovo anno accademico e lavorativo), e soprattutto per cercare di riprendere un contatto costruttivo e fruttuoso con i libri, cioè devo studiare.
Nell'ultimo periodo si è fatto sempre più insistente nella mia testa un brano It ain't me, babe!; mi sembra una specie di risposta a coloro che vedono o cercano in me qualcosa che non sono e che non voglio essere... a partire dalla Dipendente_Digos che non si rassegna all'idea che non mi interessa insegnare nelle scuole e che preferisco darmi da fare in altri modi... fino al contesto lavorativo-professionale che a quanto pare mi avrebbe voluto cordiale con l'uno e carina con l'altro... passando per diverse altre cose che in un modo o nell'altro mi hanno messa e mi
mettono in difficoltà.
Il punto della canzone, sebbene sia stata definita come la più tagliente sull'amore che Dylan abbia scritto, è che vorrei essere me stessa e non quello che gli altri vogliono, e spesso non è facile... anzi non è mai facile.
In rete si trovano differenti versioni del brano in questione; le mie preferite sono quella di Joan Baez e quella in studio di Bob Dylan... più di tutte però sono molto affezionata all'esecuzione di Johnny Cash e June Carter e in un certo senso vedere questi due eseguire il brano con la complicità dei gesti e degli occhi conferisce al testo un significato ed un contesto differente... e poi io adoro Johnny Cash...
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