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Qualche settimana fa mi è capitata sott'occhio questa notiziola; ho scoperto che tale sublime prodotto umano viene considerato un bene rifugio, cioè un qualcosa che funge da consolazione nei periodi di crisi, almeno questa è la mia interpretazione.
Pare infatti che durante i periodi di crisi economica aumenti il consumo di barrette e
cioccolatini e che le aziende prodruttrici invece di vedere i propri introiti in ribasso, come dovrebbe essere durante un periodo di crisi che si rispetti, li vedano aumentare.
Sebbene sia una che dopo pranzo e dopo cena ha bisogno di qualcosa di dolce da mangiare e che
d'inverno si butta sulle barrette Kinder o sulla Milka mentre d'estate sui Kinder Pinguì al cocco... non rientro nella categoria di chi considera il cioccolato uno strumento di consolazione... cioè per farmi passare le frustazioni corro e nuoto... e ottengo le mie
soddisfazioni palliative.
Rientro invece, senza alcuna ombra di dubbio, in quel gruppo di persone che nei periodi di crisi
tendono a consolarsi... comprando... Il più delle volte acquisto libri, più raramente, ma quando lo faccio, lo faccio come si deve, capi d'abbigliamento e accessori.
I libri mi servono per mantenere sempre valida, attiva e in fieri la mia identità di aspirante ricercatrice, quindi acquisto libri perchè devo studiare... perchè certi testi non posso non possederli... e adesso ho anche la scusa che il prossimo anno devo tenere il corso di Etnomusicologia e quindi devo avere tutti i materiali pronti e indispensabili per tutte le esigenze (tipo una malsana curiosità di qualche studente...) insomma demando ai libri, di cui mi circondo, il dovermi ricordare cosa ho fatto, cosa penso di essere e per cosa dovrei continuare ad impegnarmi.
La questione dell'abbigliamento e degli accessori è un po' più delicata... Lilian
ogni tanto mi fa notare che sono una finta frikkettona... anche se voglio apparire trasandata c'è sempre quel certo non so che di ricercato nel mio vestire (almeno credo di avere capito in questo modo) e appunto il mio problema è che compro spesso e volentieri, vestiti e borse... che sovente sono di marca.
Detto in parole povere, quando voglio e se posso, mi faccio passare certi sfizi che solo qualche
anno fa al pensiero di fare certi acquisti mi sarei guardata allo specchio incredula "io?? proprio io??"... ma erano gli anni del dottorato e dei sacrifici fatti per andarmene a spasso per il mondo... adesso non ho certe prospettive, anche perchè ho ridotto la visuale, e quindi spendo.
Ogni tanto a questa cosa ci penso...
Direi che c'è da fare una premessa circa il mio budget...
...non rientro in quella categoria di lavoratori stabili che prendono lo
stipendio ogni mese... io prendo una cosa di soldi una volta ogni tanto
(e alle volte mi va davvero bene... soprattutto perchè mi pagano quando
ormai ho dimenticato le fatiche lavorative)... si insomma rientro nella
categoria dei precari... una razza strana di persone spesso affette da
una strana forma di moltiplicazione di personalità... ci si trasmorma a
seconda del luogo, della mansione e della tematica in cui si
precarizza...
Bene io questi soldi che guadagno, essendo esonerata da spese
domestiche, me li spendo
togliendomi gli sfizi.
Il mio ragionamento è molto semplice...
comunque non posso permettermi una macchina, comunque non posso andare
a vivere da sola, comunque le vacanze sono sempre un miraggio solo a
pensarci e comunque i soldi non sono fatti per durare, soprattutto per
chi nelle mie condizioni non riesce a vedere al di là del prossimo
impegno lavorativo... quindi mi compro qualche bel capo di abbigliamento...
mi guardo allo specchio e la dissociazione della mia personalità
sembra non esserci più... si insomma sembra quasi che non avendo
appigli identitari nel settore lavorativo (il lavoro contribuisce a
definire l'identità di un individuo... e non più solo la sua
appartenenza sociale) sia l'involucro a rispecchiarmi... e il fatto che
faccio sport e che come dicevo prima lo sport è il luogo dove ottengo
le mie piccole soddisfazioni... non fa
che avvalorare questa mia opinione.
Ultimamente, mi sto rendendo conto che la dissociazione e la divisione
in tante parti della mia personalità si azzera quando faccio ciò che
sembra star diventanto la caratterisica principale delle mie attività
lavorative e soprattutto il modo in cui mi organizzo e mi gestisco per
farla... Sempre più spesso a chi mi chiede cosa faccio nella vita
rispondo "Varie ed eventuali, fondamentalmente scrivo!" (se la prima
parte della risposta suscita ilarità, la seconda viene presa un po' più
seriamente con cenni di curiosità e interesse) e mi rendo conto che,
visto che mi sto dedicando alla scrittura delle cose più differenti,
una costante nel mio operare è forse, il metodo... il fatto è che
rompo, prima di tutto me stessa, per la particolarità con cui cerco
le informazioni e per lo scrupolo con cui le verifico... a costo di
apparire un po' rompi e/o
troppo esigente (o acida a seconda dei punti di vista).
Se ci sono dei
settori che riesco a
padroneggiare, ce ne sono altri che ho bisogno di studiare prima di
acquisirne una conoscenza
generale... e poi quando devo cominciare ad impegnarmi in un lavoro
nuovo, vengo immancabilmente presa da ansia da prestazione che
combatto solo applicandomi e cercando di non trascurare nulla.
Bene tutta questa tiritera per rendere tutti partecipi dei danni fatti
sabato scorso sull'onda
degli ultimi saldi estivi e di un due al prezzo di uno che non potevo
proprio rifiutare... anche
perchè i due sono davvero CARINISSIMI e mi stanno una favola... a
detta dello specchio e della dipendente_digos che si dimostra sempre
molto entusiasta quando sono disposta a spendere soldi per cose che le
piacciono perchè "quando ero giovane...".
Ecco qui l'elenco dei danni: un giacchino color caffèlatte... un trench
grigio... (questi erano nell'offerta due al prezzo di uno)... scarpette
per la corsa con richiami rosa (le mitiche reebok comprate a L.A. e
pagate 15,00 $ sono arrivate alla frutta) e sono riuscita anche a
prenotare una sedia super comfort per la mia povera schiena che si sta
distruggendo a causa del tempo che passo davanti al pc...
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Commenti
ciao Citazione
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