"Il ronzio dell'ape": l'esperimento di una copywriter

“Il ronzio dell’ape”: di idee, progetti e amenità

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Settembre, il mese degli inizi
Chi ti legge via newsletter è più intenzionato a tenerti vicino e caro al suo cuore e alla sua mente, chi ti legge sul blog è in una relazione aperta” [newsletter Guido].
Quando ho letto questa frase ero impegnata a pensare in maniera nuova al mio blog e avevo già messo da parte l’idea di lanciare una Newsletter: le vicinanze vanno create e, poi, curate.
Il ronzio dell’ape” (il mio nickname sui social) era già sulla buona strada per diventare un esperimento: una sorta di scatola digitale da riempire. Scoprire che un blog può essere considerato una relazione aperta, è stato un ulteriore stimolo per definire meglio le idee che si accavallavano, incrociavano e sabotavano nella mia testa (se non siete mai stati testimoni di come le idee siano solite accavallarsi, incrociarsi e sabotarsi, non potete capire di cosa sto parlando).

Poi: c’è settembre che è il mese giusto per iniziare nuovi progetti; c’è la storia delle scatole piene di sorprese che mi ha tenuto compagnia durante le pigre mattine di agosto, quando tra il divano di casa e il lettino della spiaggia ho cercato di immaginarne una versione digitale; c’è, e la finisco, il fatto che scrivere aiuta a scrivere.

Cosa aspettarsi?
Mi sono chiesta: “Perché non provi a mettere insieme alcune delle cose che ti passano sotto gli occhi, quelle che leggi, quelle che ascolti? Perché non provi a raccogliere quelle, e solo quelle, che ti piacciono? Perché non ti impegni anche a fare qualche foto? E perché non vedi cosa ne viene fuori?”.
La mia risposta è stata: “Perché no?”.

Quindi, eccomi qua!
Leggo spesso articoli e libri che parlano di scrittura, poi mi interessano il marketing, il digitale e le questioni che gli girano attorno. Preferisco i libri e gli articoli lunghi perché offrono trattazioni complesse ed esaustive, e poi ci sono la Juve, il nuoto e la musica. La pizza deve essere sempre rossa, la birra ghiacciata, mi piace la luce del sole e il mare calmo, e la luce del sole quando il mare è calmo.
Quindi inizio e, come dicevo prima, vediamo che succede.
Enjoy!

P.s. Se avete suggerimenti, consigli o se volete segnalarmi qualcosa che pensate possa stare bene in questi periodici marasmi, inviatemi un messaggio.
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La rete

Tema delicato: L’aldilà digitale e l’anima informazionale di ciascuno di noi: i dati, cioè, che spargiamo in rete e che sono sempre lì a parlare di noi anche se poi, a un certo punto, non ci siamo più. C’è chi se ne occupa e anche chi scrive libri, che non leggerò.

Segnalazioni:
1. Una newsletter: “Guerre di rete” a cura di Carola Frediani.
Mi ci sono imbattuta per caso, è presentata come una Newsletter settimanale di notizie cyber, i temi trattati sono molto interessanti, possono sembrare distanti ma ci riguardano molto da vicino: profilazione commerciale, tracciamento degli utenti online, hacker, app che aggirano le restrizioni e raccolgono i dati degli utenti. Sicuri sia meglio non saperle queste cose?

2. Un’altra newsletter: “Konrad”, curata dalla redazione de “Il Post”: bisettimanale, dedicata all’Europa e alle sue istituzioni.

3. Un progetto di informazione quotidiana: “Good morning Italia”.
Lo sto provando da una settimana, ogni mattina, intorno alle 7.15 (quando, cioè, sto iniziando a ricordare chi sono), per mail mi arrivano le notizie più importanti e i link per gli approfondimenti. Il primo mese è gratis.
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Storie di marketing

Tutti i marchi, e per quelli grandi vale ancora più, devono decidere da che parte stare, quali valori abbracciare e a quali legarsi, e devono mostrarlo in maniera chiara. La Nike l’ha fatto una volta di più (durante il Super Bowl 2017 ha presentato uno spot che era un inno all’uguaglianza).

Questa storia è iniziata quando Colin Kaepernick, giocatore professionista dell’NFL (National Football League) si è inginocchiato durante l’esecuzione dell’inno americano che precedeva una partita di football. Era ancora in carica Obama, in un periodo in cui c’erano molte proteste per la morte di diversi afroamericani per mano della polizia.
L’anno dopo molti atleti dell’NFL e, in seguito, anche da quelli dell’NBA (National Basketball Association) hanno iniziato a protestare contro Trump, inginocchiandosi o abbracciandosi durante l’inno. Ne è venuta fuori una situazione abbastanza caotica e, per certi aspetti, grottesca. Per approfondire: Breve storia dello sport americano contro Trump.

Colin Kaepernick, rimasto senza contratto al termine della stagione 2016, è stato scelto per la nuova campagna della Nike, quella che celebra i 30 anni del famoso motto “Just do it”. Non conosco il nome del copy, ma sulla faccia di Kaepernick c’è scritto: “Believe in something. Even if it means sacrificing everything”.
Il video dello spot dà un senso di completezza a questa scelta: Dream Crazy.
Tra le cose da leggere: Colin Kaepernick is out of the NFL but he is more powerful than ever.

La campagna, come era prevedibile, ha scatenato molte polemiche proprio perché, tra i testimonial, ce n’è uno ritenuto ‘scomodo. La Nike ci ha rimesso? Non si direbbe: Despite Outrage, Nike Sales Increased 31% After Kaepernick Ad.

E Trump in tutto questo? Ha twittato.
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Di libri e scrittura

Ogni libro ha una storia, ma anche i titoli e le copertine ne hanno una, qui c’è quella de Il giovane Holden.
È un libro che non ricordo molto bene, so per certo, però, che sono molto affezionata al mio libro, in senso materiale, cioè sono molto affezionata a quello che chissà in quale delle mie librerie è finito. Mi è stato regalato e c’è una bella dedica che, nonostante siano passati tanti anni, ricordo benissimo e con grande affetto. Tra i buoni propositi per l’autunno c’è la lettura, in alcuni casi rilettura, dei libri di J.D. Salinger.
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Infatuazioni musicali

# Erano gli anni ‘80, Tracy Chapman cantava la rivoluzione e io la ascoltavo dalle audiocassette. Lei è una che è rimasta: la rivoluzione è ancora necessaria: “Il ritorno della segregazione nelle scuole degli Stati Uniti”.

# Se siamo fortunati e se tutto va bene, molto presto le canzoni di Lucio Battisti sostituiranno le scialbe versioni karaoke che si trovano su Spotify.
Tra le mie preferite: Amarsi un po’.

# La Macina, gruppo di musica popolare, festeggia 50 anni di attività.
È un gruppo che non conoscevo, poi mi sono innamorata di “Cioetta Cioetta”, scoperta leggendo “È giusto obbedire alla notte” di Matteo Nucci.
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Waiting for…

Radiogol” di Riccardo Cucchi, Il Saggiatore
Libro legato al tema del calcio ‘raccontato’, è uscito il 6 settembre, ad occhio sembra una lettura piacevole, sto aspettando di liberarmi di un po’ di libri prima di comprarlo.
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Davvero, davvero?

Non potete immaginare la mia incredulità quando ho letto questo articolo sui ‘pulsanti placebo’, io sono una di quelle che spinge i pulsanti dei semafori e anche quelli dell’ascensore. Devo ammettere che ogni tanto ho dubitato della loro reale efficacia, perché spesso alla mia attività di spingitrice compulsiva non corrispondeva un’immediata risposta da parte del semaforo o dell’ascensore, ma sono ingenua: io mi fido di chi progetta e realizza cose che vengono usate da tutti, tutti i giorni.

Alla prossima!

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Foto: Lav Bross in concerto, Monkey Drink House, Matera.
Il Monkey ha organizzato e regalato delle serate musicali di qualità, in un’atmosfera molto intima, con la collaborazione di Arkestra Lab che si è occupata della selezione musicale. Consiglio di seguirli, da quello che ho capito hanno in serbo un po’ di sorprese anche per i prossimi mesi.

Un pensiero su ““Il ronzio dell’ape”: di idee, progetti e amenità

  1. Saluto con piacere questa tua iniziativa cara Carmela! Mi piace l’idea e soprattutto mi seduce la forma, rapida e che va dritta agli argomenti senza acrobazie stilistiche ! Davvero complimenti ! Ti seguirò !

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