“Il ronzio dell’ape”: immersi nei colori dell’autunno | Maria Carmela Stella

“Il ronzio dell’ape”: immersi nei colori dell’autunno

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L’autunno è una stagione che sa farsi rispettare
È arrivato l’autunno e con lui la pioggia, l’umidità, il sole di ottobre, le serate casalinghe e quelle al cinema, la Champions (la Champions, per fortuna).
Ho preso la sana e buona abitudine di fare quattro passi quando esco dall’ufficio, fare un giro in centro e andare a curiosare tra le cose che succedono in città, vedere i materani che non hanno mai fretta di arrivare da nessuna parte (e quando dico mai, intendo proprio mai), e magari imbattermi in una di quelle mostre della cui esistenza sanno solo gli organizzatori, i loro parenti più stretti e gli amici fidati.
(ok, avevo detto niente polemiche).
Ho trascorso qualche calda giornata a Malta con la priora (e Spotify, da quando sono tornata, ha iniziato a martellare con i messaggi promozionali su Malta… non capisco) (altra cosa che non capisco di Spotify: ricordo benissimo di aver selezionato sotto il nome Thegiornalisti l’opzione “non farmi più ascoltare questa roba per nessun motivo al mondo” e che questo mio desiderio, fino a pochi giorni fa, è stato rispettato… perché adesso non più?).
Tornando a Malta.
Non c’è niente da fare: per quel che mi riguarda il requisito minimo per definire un posto bellissimo è il mare (ma anche i fiumi e i laghi vanno bene: Chicago, ad esempio, è bellissima), e non solo per la luce e i colori che vi si trovano.
(Poi il mare, soprattutto l’attuale Mediterraneo, nasconde cose che faccio fatica ad accettare come reali e quindi preferisco pensare sia stata una suggestione: eravamo in mare, a sud di Malta, in un posto in cui certe cose sono plausibili, e credo di aver visto una cosa che avrei preferito non vedere. Ma, appunto, sicuramente è stata solo suggestione).

Alla fine, in ritardo rispetto ai miei programmi, e in ritardo anche rispetto al ritardo programmato, sono riuscita a mettere insieme un po’ di cose.
Enjoy!

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Inizio con un consiglio:
# un film: Il bene mio.
Un bravissimo Sergio Rubini alle prese con temi delicati trattati con la giusta intensità.

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Dal digitale

A questo giro vi risparmio articoli e commenti sui dati.
Anche se il fatto che dalle parti di Mountain View si siano finalmente decisi a chiudere Google+, qualcosa a che fare con sicurezza e dati ce l’ha.

# La cena si paga in follower (però si paga).
Tra le varie cose interessanti degli ultimi giorni c’è questa notizia che mette insieme il social marketing, la possibilità di diventare influencer per una sera (certo, proprio come la Ferragni!): un’idea carina che ha lo scopo di coinvolgere le persone. Spero che qualcuno poi si prenda la briga di farci sapere com’è andata.

# Comunicazione di servizio
L’Einaudi è sbarcata su Facebook e su Instagram, sarà interessante vedere come utilizzerà questi nuovi canali, visto che il modo in cui usa Twitter è singolare.

# Angolo newsletter
Le newsletter, la mia passione, non possono mancare.
Mi limito a segnalarne solo una.

# Piccoli spazi di felicità, newsletter di Nadia Panato
Una newsletter che non ha nulla a che fare con i libri e con il digitale, ha a che fare con l’arredamento di interni e, più nello specifico, con l’arredamento degli spazi lavorativi.
I consigli di Nadia Panato vanno bene anche per gli spazi piccoli e gli angoli domestici dedicati al lavoro, quelli, per intendersi, dove trovano posto il pc, gli oggetti di cancelleria, alcuni dei libri in lettura, biscotti, tazze, bicchieri, vecchi biglietti del cinema, le chiavi della macchina.

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Di libri e scrittura

Rocco Tanica continua a fare cose interessanti: scrive

Andrea Zanni ha scritto un articolo monumentale sull’Adelphi per impallinati di letteratura, di numeri e della casa editrice in questione, l’ha intitolato “L’impronta dell’editore“.
L’impronta dell’editore” è anche il titolo di un libro di Roberto Calasso, direttore editoriale dell’Adelphi.

# Notiziona: per restare in tema, fino alla fine di ottobre su alcuni titoli Adelphi, tra cui diverse novità, c’è il 25% di sconto (io, a modo mio, ne ho già approfittato).

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#infatuazionimusicali

# Pier Andrea Canei
Ha una rubrica settimanale su Internazionale e ogni settimana propone 3 novità musicali. Con Spotify è facile ascoltarle e farsene un’idea.
Una piccola soddisfazione personale: lo scorso anno in questa rubrica ci ho trovato i Bowland, mi sono piaciuti tanto, li ho contattati, ho comprato il loro cd e scambiato qualche mail con Saeed. Adesso i Bowland frequentano X Factor e, da quello che ho capito (non dalla tele, non ce l’ho e non seguo le cose che succedono in tv), piacciono un bel po’.
E io posso fare la figa perché: “C’ho il cd!”.

# Janis Joplin
Il 4 ottobre del 1970 ci lasciava. Un Ritratto.

# Luca Sofri ha raccontato il concerto di Antonello Venditti all’arena di Verona per i 40 anni dell’uscita dell’album “Nata sotto il segno dei pesci” (uno dei pochi dischi che possiedo! Sarà un caso?). Da quello che si legge è stata una catastrofe. L’ho letto diverse volte, ogni volta ho riso tanto, e ogni volta ho ascoltato canzoni, quelle di Venditti, che non ascoltavo da anni!

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Cose di sport

Un po’ di tempo fa avevo parlato della storia di Colin Kaepernick.
A vedere quello che succede negli States qualcuno si è chiesto come mai gli atleti americani sono molto più impegnati in politica rispetto agli atleti di altri Stati.
Su L’ultimo Uomo hanno provato a dare una risposta.

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Waiting for…

L’assassinio del commendatore (libro primo), Haruki Murakami – Einaudi
Non so da quanto tempo non leggo un romanzo di Murakami, molto probabilmente l’ultimo che ho letto è stato 1Q84 (doveva essere il 2012). Lo scorso anno ho letto “Il mestiere dello scrittore“, ma non è paragonabile ai romanzi e ai contesti onirici e spiazzanti che lo scrittore giapponese riesce a creare. Quindi ho atteso questa uscita (oggi, 16 ottobre 2018) con una certa impazienza. Adesso devo solo attendere il momento più adatto per acquistarlo e leggerlo: per leggere Murakami è necessario predisporsi.

Furland, Tullio Avoledo – Chiare lettere
Abbastanza casualmente mi sono imbattuta in un post di un altro scrittore, Michele Vaccari, di cui sto aspettando che mi arrivi “Un marito” (scoperto grazie al post di Stefano Sgambati, ancora uno scrittore, di cui seguo i suggerimenti letterari, “Qualcosa sui Lehman” l’ho scoperto grazie a lui e ho, da poco, inserito nella lista dei desideri “La fila” di Basma Abdel Aziz ), in cui si parlava della prossima uscita, 25 ottobre, di questo nuovo libro di Avoledo.
Avoledo l’ho letto molto tanti anni fa (“L’elenco telefonico di Atlantide“, “Mare di Bering“, “Lo stato dell’unione“: Anobii mi ricorda che avevo dato parecchie stellette a questi romanzi, segno che mi erano piaciuti), nei suoi libri ha descritto uno strano futuro ed, evidentemente, quello che sta accadendo in Italia non deve averlo colto di sorpresa.
Quale momento migliore per tornare a leggere i suoi libri?

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Davvero, davvero?

Ad Amsterdam Gumshoe realizza scarpe con gomme da masticare ‘riciclate’, che vengono, cioè, ‘staccate’ da strade e marciapiedi e poi lavorate.

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Servizio di utilità sociale

# L’orologiaio miope è il blog di Lisa Signorile, una biologa. Consiglio la lettura del suo ultimo post: sette brevi spiegoni semplici.

# Noise of Amerika è un portale che raccoglie pareri e contributi di economisti italiani, che, per la maggior parte, insegnano, lavorano e, soprattutto (soprattutto!), fanno ricerca negli Stati Uniti.
Insomma, non proprio il livello dei commentatori da salotto di cui l’Italia è piena e che affidano a Facebook il loro niente.
Sono molto interessanti anche gli articoli e le riflessioni che non trattano di economia. Dicendo che sono interessanti intendo dire che sono stimolanti, che fanno riflettere (cosa molto rara nell’Italia attuale).

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Foto: In viaggio con la priora – La Valletta 2018, Malta

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