Letture recenti: colpa del caso o di una divinità?

Letture recenti: colpa del caso o di una divinità?

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Nell’ultimo periodo, devo dire abbastanza casualmente, o, almeno, mi pare di non averlo fatto apposta, ho letto romanzi con al centro personaggi, in un certo senso, ai margini, non perfettamente allineati con quelli che, nei rispettivi contesti, vengono considerati gli standard di comportamento: Keiko Furukura, Rocco Schiavone, Eleanor Oliphant e, forse un po’ meno, Massimo Viviani e i suoi ‘bimbini’.
(Sì, ci sarebbe da fare un discorso su personaggi maschili e personaggi femminili e come vengono presentati, ma siamo sotto Natale e, come si dice in questi casi,: “se ne parla ad anno nuovo!”).
Enjoy!

La ragazza del convenience store, Murata Sayaka – Edizioni e/o

Le imposizioni sociali e culturali sono ovunque, anche in Giappone.
Ovunque c’è una famiglia o una società che si aspetta che i suoi membri compiano scelte adeguate e seguano comportamenti che rientrano nella norma.
Queste pressioni e tensioni possono portare a scelte azzardate o al limite del razionale, però difficilmente possono alterare la reale natura delle persone.
Keiko Furukura è una donna di 36 anni che ha un suo equilibrio, un equilibrio che non risponde a quelle che sono le attese della sua famiglia, delle sue amicizie, della società.
Il fatto è che a Keiko Furukura va bene così.
[Regalo di Natale n.1: una recensione più ampia del libro ]

Fate il vostro gioco, Antonio Manzini – Sellerio

L’ho detto e lo ripeto, è stato bello ritrovare Rocco Schiavone. È uno la cui mancanza si sente. E, adesso, sono in attesa di “Rien ne va plus”: uscirà il 10 gennaio 2019.
Rocco Schiavone mi è mancato talmente tanto che un po’ di tempo fa ho scritto la mia personale classifica delle rotture di scatole.

La briscola in cinque, Marco Malvaldi – Sellerio

La leggerezza, le rigide regole del barista Massimo Viviani e l’allegra presenza dei suoi ‘bimbini’, il gruppo di pensionati che staziona fisso all’interno del suo bar (quando la temperatura, troppo calda, non permette di stare fuori), sono gli ingredienti principali della serie del BarLume di Malvaldi.
Con i libri seriali applico sempre lo stesso metodo: leggerli a caso quando li trovo. Ho già avuto modo di affezionarmi ai personaggi di Malvaldi e adesso sono impegnata a scoprire e a mettere a posto i dettagli.

Scrivere, che bello!, Luisa Carrada – Zanichelli

È il quinto libro della serie, il secondo che leggo.
La scrittura, anche la scrittura, richiede un metodo. Luisa Carrada condivide il suo, con spunti e suggerimenti utili a chi, come me, fatica a trovare il proprio o, forse, nemmeno ci prova.

Eleanor Oliphant sta benissimo, Gail Honeyman – Garzanti

Io non lo so se c’è una qualche forma di divinità dei libri e delle letture che indirizza le scelte di acquisto e fa muovere il braccio e la mano verso la libreria per prendere ‘un nuovo libro da leggere’.
Il fatto è che ho comprato questo libro in estate (mi è arrivato il 17 settembre) e poi, tra una lettura e l’altra, tra un nuovo interesse e un altro, è rimasto ad attendere in libreria. E ci sarebbe rimasto ancora per molto se non fosse intervenuta questa divinità che, mentre gli occhi guardavano “L’assassinio del commendatore” di Murakami, muoveva il braccio e mi faceva prendere “Eleanor Oliphant sta benissimo”.

Eleanor è fantastica. Eleanor è la speranza. Eleanor è una che lotta con il suo dolore, che sceglie di affrontare il suo passato e che alla fine vince!
Evviva Eleanor!
Evviva tutte le piccole fenici che popolano questo mondo!

The Game, Alessandro Baricco – Einaudi

Nella mia ‘bolla’ se ne è parlato e se ne parla bene e, soprattutto, ne hanno parlato bene, invitando a leggerlo, persone del cui giudizio mi fido e che hanno profonde e meditate conoscenze su quello che Baricco definisce “The Game”.
Sono quasi alla fine, si legge che è una meraviglia, scritto bene (ma a Baricco si possono contestare diverse cose, non il fatto che sappia scrivere), sarcastico e divertente quando, con poche battute, riesce a tracciare uno spaccato tra ciò che siamo e quello che eravamo.
Un approccio interessante a quella che viene definita, e direi a ragione, ‘rivoluzione digitale’. Interessanti le considerazioni sulla scuola e sul ruolo dell’istruzione, considerazioni che, come è facile prevedere, non avranno alcun seguito pratico.
[Regalo di Natale n. 2: Andrea Zanni intervista Alessandro Baricco]

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