Libri di ottobre - Maria Carmela Stella, copywriter

Un po’ di libri che ho letto di recente

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Prima di immergermi nell’ultima avventura di Rocco Schiavone e di lasciarmi andare tra le parole dell’ultimo romanzo di Haruki Murakami– che hanno, di prepotenza, modificato il programma delle mie letture (ma, come si sa,: Ubi maior minor cessat) – raccolgo un po’ di pensieri sui libri che ho letto di recente (dove con “recente” intendo, a occhio e croce, gli ultimi 40 giorni).

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Dove sei stanotte, Alessandro Robecchi – Sellerio Editore

Consiglio la lettura dei libri di Alessandro Robecchi che hanno come protagonista Carlo Monterossi. Dove sei stanotte è probabilmente quello che mi è piaciuto di più tra quelli letti fino ad ora: è pieno di umanità, di musica, di passione, di attualità. L’ho letto a Malta, in due giorni.

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Guida di stile, Luisa Carrada – Zanichelli

I libri di Luisa Carrada li leggo a prescindere, perché c’è sempre qualcosa da imparare e si trovano spunti utili a perfezionare aspetti della propria scrittura.
Però, c’è un però, che ancora non riesco a mettere bene a fuoco. Il fatto è che comincio a maturare qualche perplessità sulle questioni che riguardano lo “scrivere per il web”, perplessità che hanno soprattutto a che fare con il rischio di sviluppare una sorta di scrittura ‘uniformata’.
Ma, appunto, è un pensiero non a fuoco.

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Cronistoria di un pensiero infame, Edoardo Albinati – Baldini+Castoldi

Avrei tanto da dire su questo libro, il problema è che dovrei mettere in ordine i miei pensieri infami (perché ne ho, hai voglia se ne ho!) e le considerazioni che si portano dietro e io, al contrario di Albinati, sono troppo pigra per farlo (finalmente qualcuno, Albinati, fa notare che “la pancia”, o meglio, quello cui questa parola fa metaforicamente riferimento, ce l’abbiamo tutti).
Questo piccolo libro è di aiuto per ‘dialogare’ con i propri pensieri infami, in un periodo che non posso fare altro che definire tremendo e che mi lascia attonita per la violenza e la cattiveria che mi sta tirando fuori.

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Un marito, Michele Vaccari – Rizzoli

Ne consiglio la lettura, lo scrivo subito così mi tolgo il pensiero, perché è scritto molto bene.
Lasciarmi stupire dalla qualità della scrittura, dalla scelta delle parole, dall’uso della punteggiatura, dalle costruzioni sintattiche, è ciò che mi porta a leggere molto gli autori italiani.
Aggiungo, anche, che devo metabolizzarlo meglio, quindi magari tra qualche giorno avrò le idee più chiare.

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Tecnologie radicali, Adam Greenfield – Einaudi

Lo sto leggendo da un po’ e ogni tanto mi dico che dovrei decidermi ad abbandonarlo per qualche lettura più appassionante. Però, tra un ripensamento e l’altro, sono quasi arrivata alla fine.
Si tratta di una ricognizione e di una valutazione delle tecnologie contemporanee (piene di zone d’ombra) che fanno parte della nostra quotidianità e che, su di essa, hanno, e continueranno ad avere, un effetto, trasformando, spesso non in meglio, la nostra vita e il modo in cui gestiamo informazioni e relazioni.
Auguri!

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